Visualizzazione post con etichetta Beatles. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Beatles. Mostra tutti i post

giovedì 3 marzo 2016

In my life, dei Beatles








Una delle canzoni più belle dei Beatles, a mio avviso una vera e propria poesia. Fu scritta da John Lennon pensando ad un immaginario viaggio in autobus attraverso Liverpool, e a mio avviso è la canzone da dedicare ai luoghi "del cuore": quei luoghi che ognuno di noi porta dentro di sè per tutta la vita.
Quando la ascolto penso sempre a vari luoghi che hanno segnato la mia vita: la mia scuola superiore, le case dei miei zii, alcuni punti della campagna dove abitano i miei nonni...penso anche alle persone che hanno segnato la mia vita e che ho perso, per un motivo o per l'altro.
In questo periodo poi, attraversando un momento non facile,cerco di attaccarmi di più alla seconda parte della canzone e al messaggio che trasmette: è vero, magari abbiamo perso molto, e molti luoghi non saranno più come prima, molte persone non ci sono più però  bisgona superare tutto ciò andando avanti e tenendo una porta aperta per un qualcosa che potrebbe rivelarsi più importante.


There are places I remember
All my life, though some have changed
Some forever, not for better
Some have gone and some remain
All these places have their moments
With lovers and friends I still can recall
Some are dead and some are living
In my life, I've loved them all

But of all these friends and lovers
There is no one compares with you
And these memories lose their meaning
When I think of love as something new
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life, I love you more

Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life, I love you more

sabato 12 settembre 2015

She loves you, dei Beatles

















I Beatles hanno sempre avuto un posto in prima piano nella mia vita musicale. Avete presente quando, nell'incipit di Love Story, il protagonista dice "Che cosa si può dire di una ragazza morta a venticinque anni?Che era bella. E simpatica. Che amava Mozart e Bach. E i Beatles. E me. Una volta che mi aveva messo specificamente nel mucchio con tutti quei tizi musicali, le chiesi l'ordine di preferenza, e lei rispose sorridendo: «Alfabetico.» Sul momento sorrisi anch'io. Ora però mi chiedo se nell'elenco io comparivo con il nome – nel qual caso sarei venuto dopo Mozart – oppure con il cognome, perché mi sarei trovato tra Bach e i Beatles." ? Ecco, avessi avuto un marito/compagno avrei fatto più o meno lo stesso ragionamento.
Non posso raccontare in una volta sola cosa sono stati i Beatles per me, mi ci vorrebbe troppo tempo, ma posso postare una delle prime canzoni con cui li ho conosciuti e con cui mi hanno conquistato. Ricordo che con una parte dei soldi ricevuti in dono alla Cresima comprai la cassetta delle famosa "compilation rossa" (1962-1966): la mia prima cassetta dei Beatles!
"She loves you" era la canzone n.4: è stato amore a prima vista, uan canzone che a mio avviso rappresenta la gioia e la spensieratezza della sua epoca, un testo semplice (dire elementare) ma una musica frizzante e giovane....come non innamorarsene? :)


She loves you, yeah, yeah, yeah
She loves you, yeah, yeah, yeah
She loves you, yeah, yeah, yeah, yeah

You think you lost your love
When I saw her yesterday
It's you she's thinking of
And she told me what to say
She says she loves you
And you know that can't be bad
Yes, she loves you
And you know you should be glad

She said you hurt her so
She almost lost her mind
And now she says she knows
You're not the hurting kind
She says she loves you
And you know that can't be bad
Yes, she loves you
And you know you should be glad, ooh

She loves you, yeah, yeah, yeah
She loves you, yeah, yeah, yeah
And with a love like that
You know you should be glad

You know it's up to you
I think it's only fair
Pride can hurt you too
Apologize to her
Because she loves you
And you know that can't be bad
Yes, she loves you
And you know you should be glad, ooh

She loves you, yeah, yeah, yeah
She loves you, yeah, yeah, yeah
With a love like that
You know you should be glad
With a love like that
You know you should be glad
With a love like that
You know you should be glad

martedì 9 settembre 2014

A hard day's night, 1964

Regia di Richard Lester, con John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr, George Harrison, Wilfrid Brambell (John McCartney), Victor Spinetti (Richard Dodge).


I Beatles devono andare a Londra per registrare un importante programma tv e portano con loro il nonno di Paul, per distrarlo dalla depressione causata dalla fine di una relazione sentimentale.
Ma, giunti nella Capitale, quello che sembrava un tranquillo vecchietto  ne combinerà di tutti i colori, arrivando a mettere in repentaglio la carriera del gruppo...


Un momento che asepttavo da più di vent'anni...finalmente è arrivato!!!
Per il cinquantenario dalla prima visione è stato rimesso nelle sale (per soli tre giorni, a Brescia solo per uno) il primo film dei Beatles, "A hard days' night" (in italiano era uscito con il titolo "Tutti per uno").
Girato nel 1964, in piena Beatle mania, è uno dei manifesti più signficativi di quell'epoca meravigliosa e di quel primo periodo del gruppo: una commedia allegra, divertente, sullo stile dei film che andavano di moda all'epoca col cantante di turno (in Italia si chiamavano "musicarelli", e proprio nel 1964 usciva anche "In ginocchio da te" con Gianni Morandi, forse il più celebre fra essi) ma anche diversa, con stile e humor inglesi non sempre comprensibili al pubblico italiano: molte battute vengono ripetute più volte, si capisce che sottintendono qualcosa ma purtroppo...non si capisce cosa.


I quattro di Liverpool interpretano ovviamente sè stessi, sono fotogenici e simpatici, diciamo che bucano lo schermo, quindi ottimi protagonisti! Accanto a loro altri attori inglesi dell'epoca, tra cui primeggiano Wilfrid Brambell (noto attore inglese dell tv dell'epoca...credo che qui da noi non fosse molto conosciuto) nel ruolo del nonno John, vecchietto combinaguai e spesso anche maligno, dato che ama mettere zizzania ovunque vada, e ci riuscirà per un breve momento anche nel gruppo, prendendo di mira il povero Ringo sul suo nasone e sul fatto di essere un po' in ombra rispetto agli altri.
L'introduzione, con i Beatles che devono in mille modi evitare l'assalto delle fans per riuscire a prendere il treno, mi ha ricordato un poco anche la sigla del cartone animato, dove avviene la stessa ma in modo più comico, dato che nel cartone i Fab sono costretti a travestirsi nel modi più strampalati.
Non so se le scene di massa dove si vedono le ragazze che svengono, urlano si strappano i capelli ecc sono state girate appositamente per il film, o riprese dal vero, in ogni caso sono la prova più concreta di quello spaccato di Beatlemania tipico di quegli anni.
Colonna sonora ovviamente a cura di Lennon- McCartney, con omonimo album di successo.





venerdì 8 agosto 2014

Penny Lane- Beatles



Ecco un’altra delle mie canzoni preferite dei Beatles, che è anche una delle più famose .
Penny Lane è una via della periferia di Liverpool, la città di origine del quartetto. E’ un luogo importante per i Beatlesiani perché Paul McCartney (unico autore della canzone, anche se è stata accreditata anche a John Lennon) da bambino vi andava spesso a prendere l’autobus per andare a scuola, o dal barbiere. Più o meno tutti i quattro componenti del quartetto avevano un ricordo di questa via, che dal 1967 in poi è luogo di un vero e proprio pellegrinaggio turistico di massa, tant’è che è stata anche oggetto di un curioso primato:è la via di cui più volte è stata asportata la targa col nome….!
Ian McDonald, autore di una celebre biografia con relativo studio di canzoni dei Beatles, l’ha descritta molto bene usando queste parole:
“Dipinta con i colori primari di un libro illustrato per bambini, eppure osservata con la malizia di una banda di ragazzini usciti da scuola che vagabondano in direzione casa, Penny Lane è al tempo stesso ingenua e furba; ma, soprattutto, elettrizzata all'idea di essere viva».
Nella canzone sono descritti luoghi, persone o particolari di questa via.


Penny Lane there is a barber showing photographs
Of every head he's had the pleasure to have known
And all the people that come and go
Stop and say hello
On the corner is a banker with a motorcar
The little children laugh at him behind his back
And the banker never wears a mac
In the pouring rain...
Very strange
Penny Lane is in my ears and in my eyes
There beneath the blue suburban skies
I sit, and meanwhile back
In Penny Lane there is a fireman with an hourglass
And in his pocket is a portrait of the Queen.
He likes to keep his fire engine clean
It's a clean machine
Penny Lane is in my ears and in my eyes
Four of fish and finger pies
In summer, meanwhile back
Behind the shelter in the middle of a roundabout
A pretty nurse is selling poppies from a tray
And though she feels as if she's in a play
She is anyway
Penny Lane the barber shaves another customer
We see the banker sitting waiting for a trim
Then the fireman rushes in
From the pouring rain...
Very strange
Penny Lane is in my ears and in my eyes
There beneath the blue suburban skies
I sit, and meanwhile back
Penny Lane is in my ears and in my eyes
There beneath the blue suburban skies...
Penny Lane!

giovedì 17 luglio 2014

Hey Jude- Beatles



Per molto tempo questa è stata la canzone dei Beatles che definivo “la mia preferita”, prima di capire che in realtà non riuscivo a fare una classifica esatta dato che ne amavo troppe!

Pare che il testo sia stato dedicato da Paul MacCartney a Julian, figlio di John Lennon e della prima moglie Cynthia, dopo il divorzio dei genitori. Il messaggio della canzone sarebbe adatto, visto che si parla di ottimismo,positività e rendere migliore qualcosa di negativo.
Mi piace molto anche il video dove assieme ai Beatles, nel finale (invero un po’ troppo lungo) cantano e ballano tanti ragazzi.

Hey Jude, don't make it bad
Take a sad song and make it better
Remember to let her into your heart
Then you can start to make it better

Hey Jude, don't be afraid
You were made to go out and get her
The minute you let her under your skin
Then you begin to make it better

And anytime you feel the pain, hey Jude, refrain
Don't carry the world upon your shoulders
For well you know that it's a fool who plays it cool
By making his world a little colder
Nah nah nah nah nah nah nah nah nah

Hey Jude, don't let me down
You have found her, now go and get her
Remember to let her into your heart
Then you can start to make it better

So let it out and let it in, hey Jude, begin
You're waiting for someone to perform with
And don't you know that it's just you, hey Jude, you'll do
The movement you need is on your shoulder
Nah nah nah nah nah nah nah nah nah yeah

Hey Jude, don't make it bad
Take a sad song and make it better
Remember to let her under your skin
Then you'll begin to make it
Better better better better better better, oh

Nah nah nah nah nah nah, nah nah nah, hey Jude...

lunedì 23 giugno 2014

Io & i Beatles- parte I




Il primo post non può che essere dedicato al   mio grande amore che  dura da una ventina di anni,senza un benché minimo accenno di crisi o delusione: i  BEATLES!!!!Un gruppo che ha fatto la storia della musica con melodie splendide e suoni e stili innovativi e che sicuramente non ha bisogno di presentazioni.
In un certo senso i Beatles hanno sempre fatto parte della mia vita: da piccola adoravo la canzone “obladì obladà” in una cover anni ’80 (molto carina tra l’altro), ma ovviamnte non sapevo nulla dell’orginale e dei suoi interpreti.
Ma il vero amore è scoppiato quando ero alle medie: galeotto fu il fatto che il nostro professore di musica quando ci faceva suonare il flauto alternava brani classici a canzoni di muisca leggera, e in tre occasioni ci diede da suonare tre canzoni dei Beatles: “Yesterday”, “Michelle” e “Yellow submarine”. La prima la conoscevo bene, per quanto riguarda la seconda scoprii che mia mamma aveva un disco e quindi lo cercai per ascoltarla e sapere cosa suonavo…e da allora mi sono talmente appassionata che pian piano cominciai a cercare tutto quello che riguardava i Beatles (con fatica..a quell’epoca non c’era internet, e i miei genitori devono essere stati gli uncii che hanno vissuto negli anni ’60 a cui non piacevano i Beatles- anche se a mia mamma piacevano tre canzoni-), in quel periodo feci la cresima e con una parte dei soldi regalatimi dai parenti comprai una cassetta; e così fu Vero Amore.
In pochi mesi mi feci una cultura Beatlesiana di non poco conto (mia mamma come regalo per l’esame di terza media mi fece un libro intitolato I BEATLES 1962-1970: TUTTI I TESTI, e inoltre pur non amando il gruppo mi raccontò quello che sapeva, ovviamente non poco, considerato che lei quell’epoca l’aveva vissuta in pieno).
Grazie a tutto ciò, in prima superiore realizzai una delle mie prime opere scritte, ovvero la biografia dei Beatles intitolata THE BEATLES- THE STORY (non originalissimo, è vero, ma avevo solo 14 anni e se pensate che in commcercio esistono libri con un titolo simile che costano dieci euro e che sicuramente non sono realizzati da una 14enne….),dove anno per anno raccontai la storia del mio gruppo preferito. I capitoli erano dieci, divisi appunto per anni, e ogni anno cominciava con una canzone Beatlesiana di quell’anno.
Ricordandola a posteriori devo dire niente male, anzi ho un ricordo piuttosto lusinghiero del mio lavoro; eh si, perché purtroppo della mia prima opera lunga, oggi rimane solo il ricordo.
Qualche anno dopo, presa da uno di quegli accessi in stile  “ora sono grande, sono cresciuta, non ho più tempo per queste cose!” che saranno capitati a tutti, ho buttato via molte cose, tra le quali proprio questo quderno.
Maledetto accesso che gà a dieci anni mi fece buttare via la mia bellissima bambola di Candy e quella di Heidi, accesso che appena sparito subito ci si pente ma ormai è troppo tardi….
Comunque, tornando in temada allora la mia passione  non è mai venuta meno…la mia scoperta è stata ovviamente graduale e da autodidatta e devo dire che ho passato tutta la mia adolescenza informandomi continuamente sulla loro storia, al punto che ora posso dire che per me i Fab Four non hanno più segreti. Ovviamente ho ascoltato quasi tutte le loro canzoni, che mi hanno fatto compagnia,mi hanno risollevato il morale,hanno fatto da colonna sonora a tanti momenti, anche se non proprio memorabili;grazie a loro ho scoperto un mondo di emozioni fino ad allora sconosciute, e che ovviamente faranno parte di me per sempre.
Tra le loro canzoni, ne ho tantissime preferite, e non potrei certo fare una classifica, ne citerò solo alcune: HEY JUDE,SHE LOVES YOU, PENNY LANE,GIRL,DRIVE MY CAR,YESTERDAY,OBLADI’ OBLADA’,SHE’S LEAVING HOME,A HARD DAY’S NIGHT,SOMETHING…e mi femro qui sennò consumo tutto lo spazio.
Sono stata così meticolosa e determinata che sono persino riuscita a vedere (in inglese e su una vecchissima cassetta) “A hard day’s night”, il primo dei cinque film che i Beatles girarono nella loro carriera, nello stile “musicarello” (ovvero film interpretati da cantanti famosi con colonna sonora delle loro canzoni” che spopolò anche in Italia.
Purtroppo oggi la versione italiana dei film dei Beatles sono quasi  introvabili, anche se qualche anno fa un cinema di Brescia aveva in programma proprio TUTTI PER UNO (titolo italiano di questo film), che poi all’ultimo momento venne cancellata per non so che motivo (ma che iella!).
La trama è questa: i Beatles devono andare da Liverpool a Londra per partecipar a un programma televisivo, e portano con loro anche il nonno di Paul McCartney per farlo svagare, in quanto depresso per non ricordo più che motivo; ma quello che sembra un tranquillo vecchietto ne combinerà di tutti i colori, mettendo a repentaglio la carriera del gruppo…
Come vedete una trama molto semplice e a tratti anche banale (proprio come il film con Gianni Morandi, Rita Pavone, Little Tony & C.) ma in uno stile che oggi viene molto rimpianto per la sua mancanza di volgarità e la sua spensieratezza  e ottimismo, tipi i di un’epoca che non tornerà più.
Ho seguito anche le carriere dei Beatles dopo la loro separazione, mi sono piaciute anche se devo dire che non mi hanno interessato più di tanto, li ho sempre preferiti insieme.Ero troppo piccola per ricordare quando fu ucciso John Lennon, ma non mi vergogno a  dire che nel 2001, quando morì George Harrison dopo una lunga malattia, sono stata così triste che ho pianto.
Tra l’altro Brescia è la città dove risiede l’unico fans club ufficiale italiano dei Beatles, fondato da Rolando Giambelli,  approvato dagli (allora)  tre componenti superstiti e da Yoko Ono, la vedova di John Lennon. Grazie a ciò non solo abbiamo un mini museo dei Beatles, ma ci sono spesso iniziative di stampo Beatlesiano come il Beatles Day, una giornata all’anno in cui suonano gruppi e vengono esposte memorabilia provenienti da tutto il mondo. E grazie al quale son riuscita ad acquistare la modico prezzo di 50 euro una copia orginale di "Revolver" in ottime condizioni!

Grazie Beatles per tutto quello che ci avete dato e ancora ci darete!