giovedì 17 agosto 2017

Ti sento vivere- 883

E' una delle mie canzoni preferite fin dall'adolescenza. Quando uscì l'album "La donna, il sogno e il grande incubo" degli 883 avevo 16 anni, comprai la cassetta e ricordo perfettamente quando sentii questa caznone per la prima volta: ero sdraiata sul letto con accanto la radio che suonava la cassett e subito mi sono innamorata, ho pensato tante volte che mi sarebbe piaciuto ricevere una lettera così da un ragazzo. Da ragazzina ci ho tanto fantasticato e sperato...in particolare, mi piaceva moltissimo il verso "Seduta lì a parlare con i tuoi amici che bella sei/ Mi sembra di impazzire,per esser là con te non so che darei/Ti vorrei far vedere  tutti i miei foglietti e le lettere/Che ti vorrei spedire ma non ho il coraggio e non so perché"....

Comunque anche ora la trovo una canzone molto dolce e una delle migliori interpretazioni di Max Pezzali.
Non so che cosa fare
Il sonno se n'è andato e non tornerà
Un vetro da cui guardare
Il silenzio fermo della città
E ti vorrei chiamare
Sì però a quest'ora ti arrabbierai
E poi per cosa dire
A metà io so che mi bloccherei

Perché non è facile
Forse nemmeno utile
Certe cose chiare dentro poi non escono
Restano restano

Vorrei dirti vorrei
Ti sento vivere
In tutto quello che faccio e non faccio ci sei
Mi sembra che tu sia qui, sempre
Vorrei dirti vorrei
Ti sento vivere
Dovunque guardo ci sei tu
Ogni discorso sempre tu
Ogni momento io ti sento sempre più

Seduta lì a parlare
Con i tuoi amici che bella sei
Mi sembra di impazzire
Per esser là con te non so che darei
Ti vorrei far vedere
Tutti i miei foglietti e le lettere
Che ti vorrei spedire
mM non ho il coraggio e non so perché

Perché non è facile
Forse nemmeno utile
Certe cose chiare dentro poi non escono
Restano restano

Vorrei dirti vorrei
Ti sento vivere
In tutto quello che faccio e non faccio ci sei
Mi sembra che tu sia qui, sempre
Vorrei dirti vorrei
Ti sento vivere
Dovunque guardo ci sei tu
Ogni discorso sempre tu
Ogni momento io ti sento sempre più

Vorrei dirti vorrei
Ti sento vivere
In tutto quello che faccio e non faccio ci sei
Mi sembra che tu sia qui, sempre
Vorrei dirti vorrei
Ti sento vivere
Dovunque guardo ci sei tu
Ogni discorso sempre tu
Ogni momento io ti sento sempre più


mercoledì 14 giugno 2017

C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, di Gianni Morandi

E' una delle canzoni che mi ha fatto avvicinare a Gianni Morandi, nel lontano 1992. Conoscevo questo cantante fin da piccola e le sue canzoni mi erano sempre piaciute, ciononostante non avevo mai pensato a lui come uno dei miei cantanti preferiti.
Nell'estate 1992 sentii per la prima volta questa canzone, in una versione cantata da Fiorello nell'album "Nuovamente falso", rimasi colpita  e commossa dal tema che mi fece molto riflettere, sopratutto sull'inutilità della guerra, che distrugge sogni, speranze. desideri, gusti di chi è costretto a parteciparvi.
Il ragazzo di cui si parla nella canzone era certamente un ragazzo come tanti, e non aveva nulla di diverso o speciale; ma allo stesso tempo, era speciale per la sua unicità, che la guerra ha cancellato brutalmente.
mi ha colpito molto anche la sensibilità dell'interpretazione di Gianni. 

C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones
girava il mondo,
veniva da gli Stati Uniti d'America.
Non era bello
ma accanto a sé
aveva mille donne se
cantava "Help" e "Ticket to ride"
o "Lady Jane" o "Yesterday".
Cantava "Viva la libertà"
ma ricevette una lettera,
la sua chitarra mi regalò
fu richiamato in America.
Stop! coi Rolling Stones!
Stop! coi Beatles. Stop!
Gli han detto vai nel Vietnam
e spara ai Vietcong...
C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones
girava il mondo,
ma poi finì
a far la guerra nel Vietnam.
Capelli lunghi non porta più,
non suona la chitarra ma
uno strumento che sempre dà
la stessa nota ratatata.
Non ha più amici, non ha più fans,
vede la gente cadere giù:
nel suo paese non tornerà
adesso è morto nel Vietnam.
Stop! coi Rolling Stones!
Stop coi Beatles. Stop!
Nel petto un cuore più non ha
ma due medaglie o tre...



venerdì 9 giugno 2017

I miei concerti

Nella mia vita ho avuto l’occasione di andare a vedere qualche concerto, non molti  purtroppo, anche s enegli ultimi 14 anni Brescia si è svegliata da questo punto di vista:prima non veniva mai nessuno, la massimo qualche italiano, ora invece vengono pure stranieri, tra qualche giorno per esempio ci sarà Sting, in passato sono venuti Elton John, Alanis Morrisette, Cranberries, Paul Simon, Burt Bacharach e altri.

Ma ecco i concerti ai quali sono andata:

1988: Cristina D’Avena (classico, penso che per molti sia  stato il primo concerto!); ero andata con una mia amichetta accopagnate dai rispettivi padri, che continuarono a sforttere la povera Cristina perch aveva bagliato uan canzone (ovviamente cantava in playback)…

1996: Michele: cantante degli anni ‘60(quello che canta va SE MI VUOI LASCIARE), andai a vederlo con mia mamma, mio padre e un’amica di mia mamma. Andai perchè non vllero lasciarmi a casa da sola quella sera, il cantante in questione non mi paice molto. Vedere mia mamma e la sua amica che si dimenavano sulla sedia come ragazine e cantavano a squalciagola mi fece un certo effetto, anche perché mia mama era la prima a tuonare prediche contro “i giovani che vanno ai concerti e ballano e cantano per fare casino!”….
Alla fine mia mamma riuscì ad avvicinare Michele facendosi fare l’autografo e raccontandogli qualche annedoto sulle sue canzoni, lui fu molto gentile e simpatico.

1997:Little Tony: anche stavolta andai al seguito della famiglia, ma anche perché mi piaceva il cantante. Che arrivò con due ore abbondanti di ritardo….ma si può?!


1998:Maurizio Vandelli: l’ex leader dell’Equipe 84 si esibisce ancora da solo, stavolta l’ho visto (sempre con famiglia al seguito) in un centro commerciale vicino a casa mia. Bravo come sempre!


2003 – Ligabue: qui che dire….non dico nulla, il nome dice tutto già da solo!



2004- Quartetto Ron- Francesco De Gregori- Fiorella Mannoia- Pino Daniele: un tour originale con quattro bravi artisti (anche se Pino Daniele non mi paice), che cantavano ognuno le canzoni degli altri; spettacolo semplice ma  riuscito e sentito dal pubblico rimasto entusiasta.

2008-Tiziano Ferro: Lo show mi è piaciuto molto:innanzitutto Tiziano è stato puntuale(cosa che non si può dire di tutti i suoi colleghi..ricordo quando andai coi miei al concerto di Little Tony, quasi tre ore di ritardo!),inoltre ha interpretato i suoi brani con energia,simpatia e la solita bravura(per me ha davvero una gran voce!),spesso accompagnato dal pubblico(che spesso sollecitava lui stesso).
Bravi anche i musicisti della band che lo ha accompagnato e i ballerini dello show,davvero meritevoli degli applausi ricevuti,anche se io non amo particolarmente la break dance.
Finito il concerto mi sono abbandonata alla tentazione di comprarmi la bandana che vedete nella foto, sotto….un po’ mi vergogno,non sono mica una ragazzina!Ma avendo dimenticato(da quella furba che sono)la macchina digitale a casa,volevo un ricordino…



2008-Matia Bazar:in Piazza della Loggia durante la notte bianca si è svolto il concerto gratuito dei Matia Bazar.
Purtroppo ha cominciato quasi subito a piovere e,devo essere sincera,solo il carisma,l’energia e le stupende canzoni del gruppo(e non solo,visto che hanno cantato anche qualche canzone di altri cantanti) ha fatto sì che restassi lì un’ora circa a prendere acqua riparata solo da un giubbino leggero…quando poi il giubbino ha cominciato a pesare e a essere bagnato fradicio(e di conseguenza a bagnare me)a malincuore ho dovuto andarmene.Perchè è stata un’esibizione davvero forte!
E’ incredibile come i Matia, dopo 30 anni insieme e dopo aver cambiato varie cantanti,siano ancora così energici,moderni,bravissimi;hanno saputo trasmettere energia e allegria anche sotto la pioggia!Le canzoni come sempre mitiche,certo la voce di Antonella Ruggiero è irraggiungibile, ma i Matia hanno sempre saputo scegliere degne sostitute(prima Silvia Mezzanotte e ora la nuova cantante,Francesca Faccani).
Ho cantato a squarciagola…e non ero l’unica:c’era gente(anche molti stranieri)che ballavano sotto la pioggia:davvero bello!


2011-Max Pezzali:Sono uan sua fan della primissima ora, fin dai tempi degli 883, quindi figuriamoci se mi perdevo questa occasione di vederlo dal vivo (essendomene già perse due)!
E’ stato uno spettacolo davvero molto bello.
Gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme inbiancao…e anche il nostro Max, che peraltro ironizza sul fatto di essere entrato nel “secondo tempo”, fisicamente mosrra qulche segno del tempo che passa…i capelli ormai non ci sono più! Ma c’è ancora la voce, la grinta, la simpatia e la bravura che da sempre lo contraddistinguono, c’è ancora il suo entusiasmo e la sua volgia di interagire e dialogare col pubblico, e soprattutto c’è il suio stare al passo coi tempi e rivolgere messaggi utili e non affatto banali anche al pubblico dei giovanissimi.
E infatti  il momento che ho preferito della serata è stato proprio quando Max, oresentando una canzone del suo nuovo album ha detto(più o meno): 
  • Non credete quando vi dicono: “i giovani di uan volta erano più educati, avevano più valori, noi sapevamo divertirci anche con poco, noi avevamo voglia di lavorare e di studiare ; i giovani d’oggi non hanno valori, non hanno sentimenti ecc.”, perché non è vero! Ogni generazione ha avuto i suoi valori, momenti, problemi, quindi non dovte credere a quelli che vi vogliono sminuire ma solo a voi stessi!-
Un messaggio a mio avviso molto attuale e non scontato….
Max ha cantato canzoni nuove e vecchi successi, in alcuni momenti ha fatt suonare solo i musicisti incitando il pubblico a cantare ( NESSUN RIMPIANTO, UNA CANZONE D’AMORE ), e concedendo il bis con LA REGINA DEL CELEBRITA’, SEI UN MITO e una nuova canzone che ha proposto in anteprima.

 

martedì 23 maggio 2017

Non me lo so spiegare, di Tiziano Ferro

ERa il 2004 quando un cantante che fino ad allora avevo poco considerato, Tiziano Ferro, fece "colpo" su di me con due canzoni: "Sere nere"  e "Non me lo so spiegare". In particolare questa canzone è legata alla mia prima vacanza da sola, a Gatteo Mare...avevo già 24 anni, ed ero proprio sola (senza nemmeno un'amica) ma per me è stata un'esperienza indimenticabile e molto bella.
Certo devo ammettere che- come molti dicono- non è che abbia capito moltissimo il senso della canzone: sicuramente il dolore per un amore che finisce o rischia di finire, ma effettivamente è il senso complessivo; del resto non ho capito molto. Pazienza, del resto anche le canzoni in inglese o altre lingue spesso non le capiamo eppure ci piacciono ugualmente!
Come saprete di questa canzone esiste anche una versione cantata da Laura Pausini nell'album "Io canto", è bella anche quella anche se io ovviamente preferisco quella di Tiziano.


Un po' mi manca l'aria che tirava 
O semplicemente la tua bianca schiena
E quell'orologio non girava 
Stava fermo sempre da mattina a sera. 
come me lui ti fissava 

Io non piango mai per te 
Non farò niente di simile, no mai...nononono 
Si, lo ammetto, un po' ti penso 
Ma mi scanso 
Non mi tocchi più 

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare 
E credere di stare bene quando è inverno e te 
Togli le tue mani calde 
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande, 
mi ricordi che rivivo in tante cose...nananana 
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale 
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare 
E se hai voglia, di lasciarti camminare 
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare 
Ma vuoi dirmi come questo può finire? 
Non me lo so spiegare 
Io non me lo so spiegare 

La notte fonda e la luna piena 
Ci offrivano da dono solo l'atmosfera 
Ma l'amavo e l'amo ancora 
Ogni dettaglio è aria che mi manca 
E se sto così, sarà la primavera.. 
Ma non regge più la scusa, no no 

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare 
E credere di stare bene quando è inverno e te 
Togli le tue mani calde 
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande, 
mi ricordi che rivivo in tante cose...nananana 
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale 
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare 
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare 
E credere di stare bene quando è inverno e te 
Togli le tue mani calde 
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande, 
mi ricordi che rivivo in tante cose...nananana 
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale 
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare 
E se hai voglia, di lasciarti camminare 
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare 
Ma vuoi dirmi come questo può finire? 
Ma vuoi dirmi come questo può finire? 
Sì 
Ma vuoi dirmi come questo può finire





sabato 4 marzo 2017

Film: Mamma mia!, 2007



Regia di Phylda Loy, con Meryl Streep ( Donna),Amanda Seyfried ( Sophie),Pierce Brosnan ( Sam),Colin Firth( Harry),Stellan Skarsgard ( Bill),Julie Walters ( Rosie),Christine Baransky ( Tania),Dominic Cooper( Skye)

La ventenne Sophie vive da sempre in una splendida isoletta della Grecia con la scatenata mamma single Donna.La ragazza non ha mai conosciuto suo padre, e in occasione del suo matrimonio decide di invitare i tre possibili candidati, cioè i tre uomini con cui la madre ebbe una storia nel periodo in cui rimase incinta.
I tre arrivano, senza essersi mai visti prima, e ovviamente provocano un terremoto che avrà conseguenze inaspettate su tutti…il tutto a ritmo delle canzoni degli Abba!


L’anno scorso ACROSS THE UNIVERSE, musical basato su personaggi e canzoni dei Beatles, ha lanciato la moda dei musical basati su canzoni e personaggi di un determinato gruppo o cantante ( infatti in Italia è in arrivo AMORE CHE VIENI,AMORE CHE VAI, basato sulle canzoni di Fabrizio de Andrè): ora tocca agli Abba, gruppo musicale degli anni’70, già citati in vari film ( come LE NOZZE DI MURIEL e  PRISCILLA, LA REGINA DEL DESERTO).
E il risultato, come nel precedente caso sui Beatles, è semplicemente ottimo! Un film divertente, colorato, frizzante, che fa venire voglia continuamente di cantare e ballare, e contiene un’energia e cariche positive uniche…se siete tristi, o in un momento no, con questo film passerete due ore di spensieratezza che vi tireranno su il morale sicuramente, e vi faranno vedere il mondo un po’ più rosa, fidatevi! 

La trama a dire la verità è un po’ debole e scontatuccia, ma il mix composto  dalla bravura e simpatia degli interpreti ( che ballano e cantano con le loro vere voci, e direi davvero molto bene!) capitanati dalla scatenatissima ed energica Meryl Streep, della cui bravura non si discute( ma citerò anche una nota di merito alla giovane Amanda Seyfried nel ruolo di Sophie, quello che ho preferito tra tutti per la sua dolcezza, freschezza e vivacità- Dio quanto avrei voluto avere 20 anni così!-), dagli splendidi paesaggi dell’isoletta mediterranea dove è ambientata la storia ( voglio andarci anch’ioooo!!!),e come detto dai balli sulle note delle canzoni degli Abba annulla qualsiasi critica, compresa quella degli svarioni temporali presenti( dunque, se Sophie ha 20 anni e siamo nel 2008, è nata nel 1988…e quindi perché Dona e i tre ex si descrivono- con tanto di foto!-come figli dei fiori nell’estate in cui è stata concepita la ragazza?I figli dei fiori già non c’erano più almeno da una 15ina d’anni!Inoltre la Streep, prossima ai 60 , e nonostante tutto si vede,come può essere madre di una ventenne?).
Da culto la sequenza finale, dove i nostri protagonisti ballano vestiti come negli anni ’70…certo, vi devono piacere gli Abba o perlomeno non conoscerli per amare questo film, ma anche nel caso non siano di vostro gusto provatelo perché rischiate davvero di esserne conquistati!




martedì 6 settembre 2016

Non si può morire dentro, di Gianni Bella









Un'estate di tanti anni fa...precisamente, del 1996.
Una sedicenne molto sola, a cui fanno compagnia i libri, i film, la musica.
Uno dei tanti pomeriggi estivi che promettono solo caldo e noia, e un ritrovamento particolare: il vecchio registratore Geloso anni '60 di mia mamma, con due bobine perfettamente funzionanti. Dato che amo queste cose....mi metto subito all'ascolto....un tuffo nel passato!
E tra le altre cose scopro questa stupenda canzone di Gianni Bella, vincitrice del Festivalbar 1976, che mi rimane profondamente impressa sin dal primo ascolto. La bella voce un po' particolare del cantante, il testo malinconico e dolce su un amore finito ma forse non proprio passato mi conquistano subito ed è così che questa canzona diventa una delle mie preferite.
A differenza del protagonista, tuttavia, io non credo che davvero "non si può morire dentro", anzi...a volte si vive fuori ma si muore proprio dentro, solo che non si vede.


Se il nostro amore è
un altro fallimento
non me la prenderò con te con lui
o con il vento
perché son stato io
a sollevarti il mento
perché non ti comprai
e adesso non ti vendo.

tu, bella e triste tu
mi dicesti quanto ti lasciai
non si può morire dentro
e morendo me ne andai
ora sono qui
dopo un anno l' ho capito che
non si può morire dentro
e morivo senza te

abbracciami anche tu
ci son troppe persone
sen io lo farei l' amore qui
alla stazione
ma non restare lì
a buttar via i minuti
il mondo tu lo sai è degli innamorati

tu chi nascondi tu
se c' è un altro dillo pure qui
non si può morire dentro
e sorridersi così
anche senza te
bella sì ma triste non sarai
non si può morire dentro
e restando morirei
un puntino tu
la tua storia scrivere vorrei
ma non si può morire dentro
e restando morirei






domenica 24 luglio 2016

La perdita della musica

C’è stato un tempo lontano, quando ero piccola, in cui mia mamma non era come adesso.
E c’è stato un tempo ancora più lontano, anni e anni prima che nascessi, in cui mia mamma assolutamente non era come adesso; probabilmente in quel tempo nemmeno lei (come del resto è successo a me) avrebbe mai pensato di diventare come è diventata, e se glielo avessero detto avrebbe riso in faccia e detto “è impossibile!”.
In quest’ultima parte mi riferisco ovviamente a mia madre durante la sua gioventù, bellissima, vissuta negli anni ‘60/’70 (è del 1947).
Uno dei ricordi più belli che ho riguardo a mia mamma sono proprio tutti i suoi innumerevoli racconti con cui praticamente mi ha raccontato tutto (o quasi, credo) della sua gioventù: racconti dettagliatissimi, con rasi riportare e gesti imitati,di lei, delle mie zie, dei miei nonni, dei miei cugini da piccoli, dei suoi parenti, dei suoi amici, vicini di casa, colleghi di lavoro e di chiunque abbia condiviso con lei quegli anni.
Forse un’altra volta ne parlerò più dettagliatamente, fatto sta che una (l’unica) che ho trovato in comune tra la madre degli anni ’60 e la figlia degli anni ’90 era la presenza della musica nella nostra vita; mia mamma conserva ancora il vecchio registratore Geloso che funziona ancora perfettamente (ed è del 1962!) e i suoi vecchi dischi.
E ultimamente riflettevo su un’altra cosa che ci accomuna, a mio avviso: quella che io chiamo “perdita della musica”.
Eh si; perché come ho detto quando ero piccola mia mamma non era così. Ascoltava molta musica vecchia, ma anche moderna (dell’epoca), fino alla fine degli anni ’80; avevamo sempre la radio accesa, era aggiornata sulle hit parade e conosceva i cantanti. Poi, basta. Certo, ascolta sempre le canzoni vecchie, ma non si è più aggornata.E tutto è coinciso col periodo in cui tutto ha cominciato ad andare male, anche per lei.
A me, sua figlia, è successo lo stesso: fino al 2002 seguivo le hit parade, ascoltavo la radio, ero aggiornata insomma con le canzoni recenti; poi più nulla, se non qualche sporadico esempio ogni tanto. Ascolto anche io musica vecchia, ma di quella più recente non so nulla. E tutto per me va male.
Non so come spiegarlo, ma io vedo una correlazione in tutto ciò….è come se perdendo interesse per la musica, avessimo perso interesse per la vita.

Questo blog è dedicato in fondo anche a lei,come a tutte le persone che hanno perso la loro musica, con l'augurio che prima o poi possano ritrovarla...

venerdì 3 giugno 2016

Io che amo solo te, di Gianna Nannini

Seconda "canzone del momento" (vedasi post precedente).
Anche questa canzone è di Sergio Endrigo, da non confondere con la versione di Alessandra Amoroso che fa parte della colonna sonora del film omonimo con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti. Anche la versione della Amoroso non è male ma quella della Nannini a mio avviso è di gran lunga migliore. 
Ho sentito che dal film in questione vogliono fare una serie tv, in caso ciò avvenga penso che come sigla questa canzone sarebbe ottima, no?




C' e' gente che ha avuto mille cose
tutto il bene tutto il male del mondo
io ho avuto solo te
e non ti perdero'
e non ti lascero'
per cercare nuove avventure
c'e' gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo
io che amo solo te
io mi fermero'
e ti regalero'
quel che resta della mia gioventu'
io ho avuto solo te
e non ti perdero'
e non ti lascero'
per cercare nuove illusioni
c'e' gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo
io che amo solo te
io mi fermero'
e ti regalero'
quel che resta della mia gioventu'


Lontano dagli occhi, lontano dal cuore (Gianna Nannini)

L'attuale "canzone del momento" in realtà non è recentissima, risale a un album della Nannini del 2014 dal titolo "Hit Italia", dove la cantante ripropone in chiave moderna alcuni classici della canzone italiana. Un album che ho scoperto solo di recente ma davvero molto bello e ben fatto.
In particolare mi sono piaciute due canzoni di Sergio Endrigo, una di queste è quella che dà il titolo a questo post, l'altra è "Io che amo solo te", che metterò in un post successivo.





Che cos'è? 
C'è nell'aria qualcosa di freddo 
Che inverno non è. 
Che cos'è? 
Questa sera i bambini per strada 
non giocano più. 

Non so perchè 
l'allegria degli amici di sempre 
non mi diverte più. 
Uno mi ha det..to che 
lontano dagli occhi, 
lontano dal cuore, 
e tu sei lontana, 
lontana da me. 

Per uno che torna 
e ti porta una rosa, 
mille si sono scordati di te. 

Lontano dagli occhi, 
lontano dal cuore, 
e tu sei lontana, 
lontana da me. 

Ora so 
che cos'è questo amaro sapore 
che resta di te, 
quando tu 
sei lontana e non so dove sei, 
cosa fai, dove vai. 

E so perchè 
non so più immaginare il sorriso 
che c'è negli occhi tuoi 
quando non sei 
con me. 

Lontano dagli occhi, 
lontano dal cuore, 
e tu sei lontana, 
lontana da me. 

Per uno che torna 
e ti porta una rosa, 
mille si sono scordati di te. 

Lontano dagli occhi, 
lontano dal cuore, 
e tu sei lontana, 
lontana da me. 

Per uno che torna 
e ti porta una rosa, 
mille si sono scordati di te. 
Lontano dagli occhi, 
lontano dal cuore, 
e tu sei lontana, 
lontana da me.

venerdì 29 aprile 2016

Anche per te, di Lucio Battisti





E' la canzone di Battisti che preferisco anche se non è tra le più famose, la trovo molto poetica ed intensa.
Vengono raccontate le figure di tre donne: una suora, una prostituta ed una ragazza madre.
La prima viene descritta un po' malinconicamente: si alza che è ancora notte, si veste senza guardare lo specchio, prega in chiesa pensando a quel mondo che ha lasciato e che ormai per lei è molto lontano. Ho sempre pensato che in questi versi ci fosse anche una sorta di rimpianto, il che sarebbe in sintonia con la canzone: forse la scelta di questa suora non è così serena come dovrebbe.
La prima viene descritta mentre ritorna a casa dopo aver passato la notte per strada; qui trova quello che - con tutta probabilità- è l'uomo che la sfrutta o che comunque vive alle sua spalle, ancora addormentato. Nonostante ciò la donna ne è innamorata al punto di consegnargli i soldi guadagnati, ben sapendo che l'amore che mette nel suo gesto non verrà riconosciuto nè ricambiato.
La terza è uan ragazza madre: ogni mattina dopo aver portato a scuola il suo bambino, va al lavoro. La sua vita ormai si svolge così, tutta dedicata al proprio figlio, ma nel rimpianto di non aver potuto creare una famiglia come le altre, di non aver avuto un uomo che la amava davvero ma solo "un errore". 
Nel ritornello il cantante esprime il suo desiderio di poter fare qualcosa per queste tre donne che soffrono e che sono state sfortunate, ma purtroppo è ben consapevole che questo suo desiderio, seppure generoso, è impossibile. Così non gli rimane che affidare i propri pensieri al vento...


Per te che e’ ancora notte
gia’ prepari il tuo caffe’
che ti vesti senza piu’ guardar
lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai
per te cosi’ lontano
per te che di mattina torni a casa
tua
perche’
per strada piu’ nessuno ha freddo
e
cerca piu’ di te
per te che metti i soldi accanto a
lui
che dorme
e aggiungi ancora un po’ d’amore a
chi
non sa che farne
anche per te
vorrei morire ed io morir non so
anche per te
darei qualcosa che non ho
e cosi’ e cosi’ e cosi’
io resto qui
a darle i miei pensieri
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento
cercando di raggiungere chi
al vento avrebbe detto si
“Instrumental”
per te che di mattina svegli il tuo
bambino e poi
lo vesti lo accompagni a scuola
e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti e’ costato
tanto
che tremi nel guardare un uomo e
vivi di rimpianto
anche per te
vorrei morire ed io morir non so
anche per te
darei qualcosa che non ho
e cosi’ e cosi’ e cosi’
io resto qui
a darle i miei pensieri
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento
cercando di raggiungere chi
al vento avrebbe detto si




giovedì 3 marzo 2016

In my life, dei Beatles








Una delle canzoni più belle dei Beatles, a mio avviso una vera e propria poesia. Fu scritta da John Lennon pensando ad un immaginario viaggio in autobus attraverso Liverpool, e a mio avviso è la canzone da dedicare ai luoghi "del cuore": quei luoghi che ognuno di noi porta dentro di sè per tutta la vita.
Quando la ascolto penso sempre a vari luoghi che hanno segnato la mia vita: la mia scuola superiore, le case dei miei zii, alcuni punti della campagna dove abitano i miei nonni...penso anche alle persone che hanno segnato la mia vita e che ho perso, per un motivo o per l'altro.
In questo periodo poi, attraversando un momento non facile,cerco di attaccarmi di più alla seconda parte della canzone e al messaggio che trasmette: è vero, magari abbiamo perso molto, e molti luoghi non saranno più come prima, molte persone non ci sono più però  bisgona superare tutto ciò andando avanti e tenendo una porta aperta per un qualcosa che potrebbe rivelarsi più importante.


There are places I remember
All my life, though some have changed
Some forever, not for better
Some have gone and some remain
All these places have their moments
With lovers and friends I still can recall
Some are dead and some are living
In my life, I've loved them all

But of all these friends and lovers
There is no one compares with you
And these memories lose their meaning
When I think of love as something new
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life, I love you more

Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life, I love you more

lunedì 19 ottobre 2015

Ancora ricordi dell'adolescenza...

Dopo Vallesi, in questi giorni ho risentito sempre per caso un'altro cantante che, nonostante sia stato una meteora,  con una sua canzone ha segnato la mia adolescenza e quella di moltissimi altri della mia generazione (sopratutto ragazzine, va detto): lo dico con sicurezza perchè, all'epoca, non c'era praticamente nessuno che non lo conoscesse!
Sto parlando di "Brutta", di Alessandro Canino, canzone che arrivò seconda a Sanremo 1993:  una canzone che descrive perfettamente i sentimenti che provano le adolescenti riguardo a sè stesse e al proprio corpo, e anche nei riguardi del mondo esterno.
La sottoscritta aveva l'esatto contrario dei problemi della protagonista della canzone: io non mi perdevo nella maglietta, a me le magliette tiravano! E nessuno mi prendeva in giro per i seni troppo piccoli, ma semmai perchè a 13 anni avevo gia' una quarta; quando mi sentivo sola e sconfitta (la maggior parte del tempo) avrei mangiato un cavallo con tutta la sella; le risatine non mi venivano tanto dai miei coetanei, ma dai miei familiari e da chi avrebbe  dovuto- in teoria- volermi più bene....e non erano proprio risatine, ma spesso vere e proprie cattiverie, molte volte sfociate in vero e proprio mobbing familiare.
Per il resto però la canzone mi descriveva alla perfezione: alla protagonista va pure meglio, perchè alla fine si capisce che tra i compagni ce n'è uno a cui piace...io manco quello ho trovato. e non solo durante l'adolescenza, ma nemmeno dopo, dato che tutto è continuato esattamente come prima. Ho lottato, quasi sempre da sola, per diventare la persona che desideravo essere, ma ho perso. Mi rivedo mentre ascolto questa canzone più di vent'anni fa, e posso dire che allora perlomeno mi dava una speranza che le cose potessero volgersi al meglio anche per me; ora invece, mi mette solo una specie di malinconia dolce- amara, per ciò che non è stato e non potrà mai più essere. Nonostante possa sembrare incredibile, stavo meglio allora, perchè avevo una cosa che oggi non ho più: la speranza.
E in più mi sento tanto patetica a sentirmi così.....




Brutta, di Alessandro Canino

Eri una bambina
La piщ stretta della scuola
Eri un'acciughina
Oggi hai quindici anni
E piangi sola chiusa in bagno
Per la festa del tuo compleanno

Tutti I tuoi amici
Guardano in salotto
Le altre fatte come attrici
Tu come un fagotto nello specchio
Non la smetti
Piangi e vedi solo I tuoi difetti.

Brutta
Ti guardi e ti vedi brutta
Ti perdi nella maglietta
E non vuoi uscire piщ

Cresceranno I seni
Chi ti prende in giro
Sono dei ragazzi scemi
Ma quelle risatine dietro
Sembrano pugnali
Piangi e ti si appannano
Gli occhiali
E il rimmel si strucca
Brutta
Ti guardi e ti vedi brutta
Ti senti sola e sconfitta
E non vuoi parlare piщ

C'è allegria di la in salotto
E nessuno si domanda dove sei
Vanno via ma io ti aspetto
Con in mano questi fiori
Per poterti dire:
"tanti auguri
Brutta"

Qui nel tuo diario
Di nascosto leggo
Il tuo dolore solitario
Questo non и giusto
Non lo sai che siamo amici
Piangi e non ti accorgi che mi piaci
E mi piaci tutta

Brutta
Lo vedi che non sei brutta
Crescere и sempre una lotta
La vita fuori ti aspetta
Ti aspetta insieme a me

giovedì 15 ottobre 2015

In ginocchio da te, di Gianni Morandi





Correva l'anno 1994, e una quattordicenne solitaria e introversa un giorno spulciava i dischi della mamma curiosa e attirata già da qualche tempo dalla musica dell'epoca, e soprautto dai Beatles (il vero obiettivo in realtà era vedere se mia mamma aveva qualcosa di loro).
Dei Fab trovai un solo disco, in compenso ne trovai molti altri che mi avrebbero letteralmente aperto un mondo e che mi sarebbero rimasti nel cuore: tra questi, "In ginocchio da te" di Gianni Morandi, cantante che conoscevo già e a cui inizialmente non prestai comunque molta attenzione, concentrata com'ero sui Beatles.
Più o meno nello stesso periodo, trasmisero in televisione vari "musicarelli" , e tra questi proprio il film omonimo, di cui mi innamorai immediatamente (e di cui ho già parlato in questo blog): andai subito a ripescare il 45 giri e a furia di ascoltarlo mi innamorai di questa canzone d'amore, molto semplice, per alcuni aspetti magari con espressioni datate, ma che trovo comunque molto bella e sopratutto,  a cui associo sempre la faccia pulita e allegra di quel simpatico ragazzo che tanta gioia sapeva (e sa ancora!) trasmettere con la sua musica e i suoi film, rallegrando la mia vita e-presumo- quell di moltissimi italiani.




Io voglio per me le tue carezze 
si, io t'amo più della mia vita ! 
Ritornerò in ginocchio da te, 

l'altra non è
non è niente per me,
ora lo so
ho sbagliato con te
ritornerò in ginocchio da te

e bacerò le tue mani amor
negli occhi tuoi
che hanno pianto per me
io cercherò
il perdono da te
e bacerò le tue mani amor.

Io voglio per me le tue carezze
si, io t'amo più della mia vita.

Io cercherò il perdono da te
e bacero le tue mani amor

Ritornerò in ginocchio da te
l'altra non è, non è niente per me
ora lo so ho sbagliato con te.
ritornerò in ginocchio da te

si, io t'amo più della mia vita
io voglio per me le tue carezze
si, io t'amo più della mia vita

giovedì 1 ottobre 2015

A volte una canzone può voler dire tanto altro....


In questi giorni ho avuto modo di riascoltare alla radio una canzone che mi piaceva molto tanto tempo fa, quando ero alle medie, l’ascoltavo sempre anche se il cantante non mi è mai piaciuto. Che dire?Quanti ricordi, quante emozioni…quanti sogni, soprattutto!Sognavo di diventare , quando sarei stata un po’ più grande (all’epoca avevo 11-12 anni, le ragazze della canzone probabilmente 16-17) come le protagoniste di cui parla il cantante nella canzone, di vivere le stesse cose, le stesse emozioni e sentimenti…purtroppo non è andata così e ancora oggi lo rimpiango, forse molto più di prima. Quante cose ho perduto che non troverò mai…perchè non ho potuto avere le stesse possibilità degli altri? Ho fatto degli errori, è vero, ma sono stati così gravi da doverli pagare a vita?Quando penso a tutto ciò che ho perduto e non riavrò mai, piango e provo un dolore fortissimo....





LE AMICHE di Paolo Vallesi


Le amiche passano giorni al telefono
e in cuffia ascoltano la stessa musica
le amiche girano le sere in macchina
poi si nascondono in fondo a un cinema
e intanto aspettano di vivere
ed un ragazzo che non c'è …
le amiche credono nell'amicizia
e sono come te.
Le amiche scrivono diari e lettere
sono convinte che la vita è inutile
le amiche si amano però si invidiano
gelose e ambigue spesso si tradiscono
le amiche sono tutte vergini
e di cattive non ce n'è….
le amiche lasciano nell'aria
un buon odore come te.

Che ogni volta che passi mi piaci di più
ma non esci mai sola ma che schiavitù!
Apri il cuore per me quanto amore che c'è
dentro di te ….. dentro di te!

Le amiche passano l'estate a Rimini
con le famiglie e coi fratelli piccoli
le amiche nude le sirene pallide
con i ragazzi permalose e timide
quanti segreti e sogni dentro al letto
e si consolano da se….
le amiche aspettano che arrivi il bacio
e sono come te.

Che ogni volta mi guardi e mi piaci di più
vieni sola stanotte lo vuoi anche tu!
Apri il cuore per me quanto amore che c'è
Dentro di te …..dentro di te!

Le amiche ancora amiche dopo un grande amore
se non si perdono è perché…
le amiche credono nell'amicizia
e sono come te.
Le amiche vere
quelle come te.